Recensioni ed interviste

da PUGLIALIBRE

Da pochissimi giorni è disponibile in libreria il romanzo d'esordio di Mauro Cardinale, ventunenne studente di Aradeo, in provincia di Lecce, dal titolo Burned e pubblicato dalla casa editrice Montag di Tolentino. Un romanzo, quello di Cardinale, che gravita intorno a tre ben precisi punti di riferimento: la Giamaica, il Potere della Musica, e la Fede. Nel romanzo Ricky, un giovane avvocato, viene inviato in Giamaica per scovare un nuovo talento della musica reggae, ma non immagina che l’incontro col talentuoso Derrick, un rudeboy, lo condurrà alla scoperta di un mondo che è anche un microcosmo di vita. Il volume verrà presentato venerdì alle ore 15 su Radio Ciccio Riccio, ma ulteriori notizia sull'autore e sulla reperibilità del libro si trovano sul myspace di Cardinale, mentre su YouTube si può guardare il book-trailer del romanzo.

Che il raggae e la cultura rastafariana al centro del romanzo siano parte della vita stessa dell'autore, è lui stesso a sottolinearlo in un'intervista: «il reggae fa parte della mia vita da tanti anni e con esso la cultura rastafariana e tutto ciò che sta intorno: tematiche sociali, politiche, religiose ecc.. Ogni cosa che parla di roots’n’culture, m’interessa.». La prefazione al romanzo è di Francesco Grassi, deejay e presentatore televisivo oltre che importante personalità della scena reggae italiana. Nella prefazione Grassi pone l'accento sul sentimento dell'amicizia tra i due giovani protagonisti che incarnano due mondi assai diversi: «Un'amicizia che per cementarsi deve vincere la diffidenza e l’ignoranza dei “razzismi” presenti all’interno della cultura dei bianchi e dei neri, un’amicizia che deve confrontarsi con il sistema di “Babylon” che si manifesta nel ghetto attraverso le angherie e i soprusi di boss senza scrupoli e di poliziotti corrotti, mentre nella “civilissima” Europa ha il volto delle multinazionali del disco che , come tutte le imprese figlie della logica capitalista , guardano esclusivamente al profitto riducendo la creatività, la passione e l’anima degli uomini a numeri nelle loro tabelle di Excel».

 

da RECENSIONELIBRO.IT

La storia del giovane esordiente Mauro Cardinale, parla di un sogno, quello di realizzarsi nel lavoro restando fedele alla propria passione: la musica. Racconta di un'amicizia voluta al di là di ogni differenza sociale, culturale e umana, e di un posto, la Giamaica, con i suoi colori e le cose che si nascondono.

Il protagonista parte alla volta della Giamaica, incaricato da una casa discografica londinese di scoprire nuovi talenti della musica reggae. Durante questo viaggio di lavoro scopre il senso dell'amicizia, che non può essere ostacolato da nessuna barriera religiosa, economica, o politica che sia; un legame che non si lascia intimidire dalle differenze, ma che, anzi, si nutre di esse.

In questo libro, ricco di molti ingredienti fondamentali per appassionare il lettore, si parla soprattutto di discriminazione razziale, della difficoltà di vivere nel ghetto, ma anche dell'energia dei giovani che trovano conforto nell'amore per le cose che fanno e lottano per i propri valori, per avere una collocazione nel mondo. Non mancano le accuse mosse verso le multinazionali e le politiche locali, che invece di attivarsi per fare qualcosa a favore dei cittadini, costruiscono alberghi a sei stelle per aumentare il turismo, cercando di nascondere la verità del ghetto e le difficoltà dei giovani giamaicani di vivere una realtà povera e disagiata.

Quello che traspare da "Burned" sono i buoni sentimenti, la voglia di rivincita, la volontà degli abitanti di cambiare le cose, c'è musica, arte, magia, la fede, ma anche un'immagine di forte impatto emotivo che ci pone davanti all'evidenza straziante di baracche devastate, poliziotti corrotti, bambini che scavano tra i rifiuti ed occhi che si chiudono per non vedere.

da RASTASNOB  (dicembre 2008)

BURNED: IL PRIMO ROMANZO "REGGAE" ITALIANO

In Italia il reggae è un argomento controverso: se ne parla poco e, spesso, in modo sbagliato.

C’è chi crede ancora alla visione pseudo - hippy di questa musica e della cultura che vi sta intorno, cosicché tutto si risolverebbe in un generale "one love, no problem" o, peggio, in un superficiale "volemose bene".

D’altro canto, c’è chi crede che ormai il reggae si sia corrotto e sia dominato esclusivamente da messaggi violenti, omofobi e sessisti.

Da questo clima di generale mistificazione, purtroppo, viene fuori un quadro confuso che non rende giustizia al significato che "la musica di Bob Marley" (come la maggior parte della popolazione italiana la riconosce) riveste in Giamaica e non solo. Non si riduce tutto a Rastaman e marijuana, a "one love" e "take it easy", ma di certo neanche ad insulti e sparatorie.

Il reggae è una musica reale che nasce dalla realtà e la riflette, che fotografa il disagio e la speranza di chi vuole cambiare le cose. Oggi Bob Marley e Peter Tosh non ci sono più, il roots è in declino, ci sono Beenie Man e Sizzla, c’è la dancehall. A collegare questi fenomeni che parrebbero molto diversi c’è il ghetto, la vita dei sufferrah, dei rudeboy.

"Burned" (con prefazione di Don Ciccio) mostra il legame strettissimo tra reggae e strade giamaicane, un legame talvolta controverso e pericoloso che ha connotato e continua a connotare questa musica ed il suo business.

La letteratura a tematiche "reggae – rasta", in Italia, è costituita da pochi titoli, benché molto validi. Questo libro, tuttavia, si pone su un piano diverso: non è un saggio teologico né una guida musicale, ma un vero e proprio romanzo. Non racconta qualcosa sulla Giamaica, sul reggae o sulla dancehall, sui Rasta o sui badman, bensì racconta direttamente come questi elementi si combinino nella vita di tutti i giorni, tra le baracche dello slum o tra gli alberghi dei tour internazionali.

Il romanzo racconta la storia di un giovane manager italiano alle dipendenze di una casa discografica internazionale, inviato in Giamaica per pescare un astro nascente della musica reggae da lanciare sul "mercato che conta". Trovare un cantante a Kingston risulta facile, mentre diviene difficile venir fuori dalle mille insidie che il ghetto comporta: tra vecchi Elder rastafariani e giovani badman senza scrupoli, tra soldi facili e fucili spianati, il protagonista capisce che in Giamaica il music business va ben oltre la musica. Neanche il successo internazionale, infatti, può tagliare questo filo invisibile che unisce il ghetto ai suoi figli.

"Burned" racconta una storia realistica, in grado di rispecchiare ciò che avviene in Giamaica dai tempi di Jimmy Cliff e "The harder they come", fino a Movado e "Gangsta for life".

Perché il reggae tra contaminazioni, degenerazioni e fraintendimenti, è ancora oggi la realtà raccontata dai suoi protagonisti: talvolta in one drop, talvolta in dancehall style.

BURNED, di Mauro Cardinale.

(prefazione di Don Ciccio, Italian reggae veteran)

Edizioni Montag

intervista per SOUNDSYSTEM.COM

Innanzitutto volevo chiederti come ti è venuto in mente di scrivere questo romanzo intitolato "Burned"…
Bella domanda..Forse non ho ancora una risposta! Diciamo che il reggae fa parte della mia vita da tanti anni e con esso la cultura rastafariana e tutto ciò che sta intorno: tematiche sociali, politiche, religiose ecc.. Ogni cosa che parla di roots’n’culture, m’interessa. Così ho pensato di tirare su una storia credibile, reale, che parlasse di queste cose. Penso che in Italia ci sia troppa ignoranza e mistificazione a riguardo: magari questo libro, nel suo piccolo, può contribuire a fare chiarezza.Vuoi parlarci un po’ di questa tua pubblicazione ?

 

Il romanzo sarà pubblicato da Montag e già il fatto di avere un editore non è cosa da poco. Il mercato editoriale per gli esordienti è pieno di insidie, ci sono tanti lupi. Io ho avuto la fortuna (e la pazienza) di trovare un editore serio. Piccolo, ma serio: si può lavorare bene..

Inoltre vorrei ricordare che la prefazione del libro è scritta da Don Ciccio, un vero veterano della scena reggae nazionale. Per me è un onore, anche perché lui stesso si è dimostrato molto disponibile ad entrare nel progetto. Lo ringrazio pubblicamente!

E’ la prima volta che scrivi un libro ?

Si. Sono uno dei cosiddetti "esordienti". E non è bello, credimi. Non per l’esordio in sé, ma per tutto quello che si crea intorno. Ripeto: o si ha pazienza e fortuna, o meglio lasciar perdere e puntare sull’autoproduzione.

Il tuo libro ruota attorno a due personaggi. Il primo è l’avvocato e talent scout Ricky Villani e il secondo è l’artista Derrick Moses Collins. Per poter parlare di quest’ultimo hai cercato riferimenti in qualche cantante realmente esistente ?

 

La storia di Derrick ricalca quella di tanti artisti venuti dal ghetto: da Bob Marley e Peter Tosh, a Beenie Man e Sizzla. Non faccio riferimento ad un artista in particolare, ma sicuramente la storia è attinente alla realtà, quindi tanti cantanti e dj giamaicani potrebbero specchiarsi dentro.



Leggendo "Burned" in alcuni tratti, quando si parla del ghetto di Kingston sembra quasi come se lo si vivesse. Per rendere cosi bene alcuni dettagli significa che hai visitato questi posti, o ti sei documentato diversamente ?

Non ci sono mai stato. Purtroppo viaggiare costa caro e quelli non sono posti facilmente accessibili. Mi sono documentato in ogni modo possibile e spero di essere riuscito a rendere l’idea. In ogni modo non dimentichiamo che è un romanzo, non un saggio, alcuni particolari possono risultare artefatti per essere funzionali alla storia.

E’ la realtà, ma..romanzata!

Molta attenzione è stata fatta al business che ruota attorno al mondo musicale: contratti, percentuali, esclusive, etc etc. Come hai appreso tutti questi dettagli ? Hai lavorato a contatto con qualcuno del music business ?

Credo sia importante descrivere quel mondo per consentire a chi legge di calarsi nella storia. E’un mondo affascinante, ma pieno di pericoli ed avvoltoi: bisogna stare attenti e fidarsi fino ad un certo punto. Nessuno regala nulla, come sempre nella vita. La mia conoscenza di quel mondo deriva da due canali: il primo è personale, in quanto studio giurisprudenza, quindi contratti, diritti d’autore, ecc.. sono "pane quotidiano". Il secondo canale è costituito da qualche esperienza nel settore e dal mio amico musicista Gabriele Blandini, che ogni tanto mi spiega qualcosa.


Tu sei salentino e molti considerano il Salento la Giamaica d’Italia. Nel tuo romanzo parli molto delle contraddizioni di questa musica; parli di chi predica bene ma poi si ritrova a fare i conti con la realtà e quindi a non poter sempre essere coerente, parli dell’omofobia e dei testi violenti. Pensi che anche in queste o altre contraddizioni la scena reggae salentina possa avere caratteri simili con la Giamaica ?

La musica è un messaggio universale, ma riflette il contesto culturale di riferimento. Se un giamaicano insulta gli omosessuali, io non lo appoggio né giustifico, ma non posso esimermi dal guardare al suo background: sull’isola la sodomia è reato, nel 2008! E’ assurdo, ma è così: i bambini crescono con l’idea che l’omosessuale sia un mostro. A questo si aggiunge la confusione che spesso fanno i giamaicani tra gay e pedofilo, con tutto ciò che ne deriva.

Se un salentino insulta gli omosessuali, invece, è un cretino senza nessuna scusante, perché la nostra cultura ha superato l’omofobia da qualche decennio.

Diverso è il discorso sulla violenza, che è un dato comune a tutto il globo: Salento, Italia, Giamaica, città, provincia. Dappertutto c’è violenza, criminalità, mafia, soprusi. Qui c’è spazio per una convergenza tra reggae giamaicano e reggae nostrano.

A breve quindi sarà disponibile "Burned". Ci dici come sarà possibile recuperarlo e se sono previste delle presentazioni in giro per l’Italia ?

 

Le date di presentazione saranno disponibili su MYSPACE.COM/MAUROCARD. Spero di girare un po’ per vedere se il libro ha colpito nel segno! In ogni modo, il libro sarà disponibile in tutte le librerie del distributore nazionale Ediq (basta dare un’occhiata al sito www.ediq.it per trovare la libreria della propria città) e nelle maggiori librerie online (libreria universitaria, unilibro, ecc..). Oppure, venite sul mio myspace ed è fatta!


Grazie mille !

Grazie a voi per la gentilezza e la disponibilità. Continuate così!

intervista per RADIO CICCIORICCIO

 

Don Ciccio: Parliamo di un giovane che si occupa di musica, ma non fa musica, perché ha scritto un bellissimo romanzo ambientato in Giamaica che io ho avuto modo di leggere. Il libro è “Burned, l'autore è Mauro Cardinale ed è qui live and direct su Ciccio Riccio”

Mauro Cardinale: Ciao Don Ciccio, buon pomeriggio a tutti

Mauro, come ti è venuta l'idea di scrivere un libro ambientato in Giamaica?

Tu sai meglio di me che chi ha la passione per questa musica e questa cultura, farebbe di tutto pur di promuoverla. Chi con la musica, come te, chi in altro modo. Io ho cercato di farlo con quello che, secondo me, riesco a fare un po' meglio. Ho provato a raccontare una storia reale, ma romanzata.

Anche perché non c'è nulla di simile, in questo momento, nel panorama editoriale italiano: ho cercato di colmare una lacuna..

Certo. Io, come sai, sono stato molto colpito dal libro, soprattutto perché chi non è molto dentro la cultura e le vibes della Giamaica, può avere un approccio letterario a questo mondo. Questo libro ha la forza di attrarre altre persone al nostro movimento, non credi?

E' stata questa la motivazione fondamentale: dare un messaggio chiaro. Oggi la gente che parla di reggae lo fa senza troppa conoscenza dell'argomento: da una parte c'è la questione della dancehall hardcore e del razzismo, dall'altra c'è chi considera ancora il reggae come una musica “pseudo-hippy”. Ho cercato di fare chiarezza raccontando da dove viene davvero il reggae, da dove viene questa cultura.

Diamo degli anticipi su questa storia..

Si. Abbiamo un manager europeo che è inviato sull'isola dalla sua casa discografica, per scovare un giovane talento nell'ambito della dancehall e recuperare un mercato trascurato.

Ovviamente, giunto in Giamaica, il manager ha visto un mondo molto diverso da quello che, leggendo i dépliant dei tour operator europei, immaginava: ha visto la vita dei sufferrah, la vita del ghetto. E così ha cambiato le sue opinioni, sia sulla vita della gente in Giamaica che sulla sua musica.

Certo. Io ho notato nel libro anche la capacità di esplorare le relazioni tra esseri umani in questo mondo globalizzato: persone provenienti da culture assolutamente diverse riescono a costruire un'amicizia molto forte. A me sembra un aspetto importante..

E' vero, anche perchè è questo il messaggio del reggae: una musica nata in un'isola dispersa nell'oceano, grande quanto l'Abruzzo, che oggi unisce la popolazione mondiale. Tutto il mondo ascolta il reggae. E' un messaggio universale. Come diceva Peter Tosh “Il reggae è il battito cardiaco della Terra”

Certo. Mauro, dobbiamo chiudere anche se avrei continuato per tanto tempo: diamo delle informazioni per chi volesse comprare questo bellissimo Burned..

E' possibile trovarlo in tutte le librerie d'Italia, si può andare sul sito del distributore www.ediq.it per vedere le librerie convenzionate su tutto il territorio nazionale. Oppure lo si può acquistare dal sito dell'editore, www.edizionimontag.com. Oppure passate dal mio www.myspace.com/maurocard e si fa tutto da lì. No problem.

Prima di chiudere voglio ringraziarti per aver scritto la prefazione al libro. Grazie!

Sono io che ringrazio te per avermi dato questo onore. Inoltre sono oltremodo felice perchè, come si nota dall'accento, Mauro è dei nostri: è un giovane scrittore della nostra Puglia, del Salento, che sta portando il suo contributo ad una cultura che abbiamo fatto nostra. Grazie mille, ti auguro ogni bene.

 

Grazie a te, a presto

Un abbraccio, one love!

 

 

 

da SHERWOOD.IT

 

Mauro Cardinale narra la storia di un giovane manager italiano che si inventa talent scout in Giamaica. Per conto di una casa discografica internazionale si trasferisce sull’isola caraibica alla ricerca di nuove star che possano sfondare nello show business. Ricky, il protagonista, affronterà i più svariati aspetti della società giamaicana, trovandosi invischiato nelle storie del ghetto e dei sui abitanti.
L’autore, ventunenne, studente pugliese, rasta da due anni, racconta nel suo primo romanzo quella che lui stesso definisce “una storia realistica”, cercando di immedesimarsi nella realtà giamaicana o in quella che la società occidentale conosce come tale.
Nel libro si delineano le spaccature e le differenze che caratterizzano il mondo della musica Reggae; la contrapposizione ma a volte anche l’incontro tra artisti conscious e gangsta, tra quelli che cantano ed esprimono l’amore incondizionato per il rastafarian e le sofferenze della vita, e quelli che professano l’uso delle armi e la passione per i soldi.
Cardinale, che descrive il paesaggio giamaicano con grande precisione e tratteggia le sensazioni del giovane protagonista, che si trova ad affrontare situazioni di disagio, di ansia ma anche di orgoglio e privilegio in un mondo che non gli appartiene, quello della strada.
Nonostante una scrittura non sempre fluida, che ha sicuramente bisogno di maturare, l’autore riesce ad avvicinarsi e a far avvicinare il lettore alla Giamaica, alla sua cultura e alla sua musica.

da RASTASNOB di FEBBRAIO 2009

 

Ecco un altro libro che affascinerà gli appassionati della Jamaica e delle sue reggae vibes. Edito da Montag, il libro ha suscitato già parecchio interesse tra il pubblico giallo rosso verde e non solo. Un romanzo che racconta la realtà giamaicana con l’aiuto del protagonista “Ricky” che si addentra nel mondo giamaicano alla ricerca di talenti, trovandosi a confronto con il sistema discografico dell’isola e del business che non risparmia nessuno. Un viaggio che ci metterà in contatto con diverse realtà, da quella religiosa-rasta a quella del music business, con una discreta fluidità di lettura. Un autore, Mauro Cardinale, che sa cogliere le emozioni nel modo giusto e sa vivere la passione della musica giallo rosso e verde con molto rispetto. Con prefazione di Don Ciccio, Burned è un libro consigliato a tutti, costituito da 147 pagine e dal costo di 14,50 euro, reperibile in tutte le librerie del distributore nazionale Ediq e nelle maggiori librerie ondine.


da BOOKLAND.IT

Scrivere. Perché?
Per intrattenere e per mandare un messaggio. Sono due cose che viaggiano insieme, secondo me. Non mi piacciono le opere belle da leggere, ma prive di contenuti concreti. Così come non mi piacciono i “manifesti” noiosi. Secondo me ogni forma d’arte dovrebbe essere “militante”: dare buone sensazioni all’utente,
ma anche comunicargli, insegnargli qualcosa
Scrivere. Cosa?
Si può scrivere di tutto e su tutto. E possono scrivere tutti. L’importante è avere qualcosa da dire. Il mio primo romanzo, Burned, svela un mondo “nascosto” e mistificato, cercando di portare alla luce la vita reale dei ghetti del mondo,
al di là della pubblicità dei grandi tour operator internazionali che vorrebbero descriverci alcuni luoghi come “paradisi”. Paradisi per chi? In futuro vorrei approfondire questo discorso.
Tu come scrittore. Chi sei e come ti poni?
Sono una persona che ama scrivere, e magari essere letto e capito. Quando un lettore mi dice “Dal tuo libro ho capito questo, ora m’interessa quest’altro ecc”, ho compiuto la mia missione! Mi piace indagare argomenti fuori dal senso
comune per mostrare come la realtà sia ben altra cosa rispetto alla “finzione della realtà” a cui il nostro mondo ci costringe.
La penna per te corrisponde a…?
Un’arma per combattere il pregiudizio e la superficialità. Bisogna dire la verità.
Come ti collocavi nei confronti della scrittura prima di pubblicare un libro, e
come ti senti adesso, stando ufficialmente su questo palcoscenico che si reinventa di continuo?
Non cambia molto. Scrivere è sempre un piacere ed un’opportunità. E’ chiaro che un conto è scrivere un diario segreto, un conto essere pubblicati, ma chi ama
davvero scrivere, vuole essere letto. Come per la musica, il cantante è quello che va sul palco, non quello che canta nella doccia!Se dovessi usare tre aggettivi per definire il tuo stile ponendoti però a distanza da esso, ovvero come il lettore della situazione e non come l’autore del libro in questione, quali useresti e perché?
Non saprei davvero. Credo “chiaro”, perchè non amo i bizantinismi; “pragmatico” perchè vado al sodo, senza diluire inutilmente la trama in mille rivoli; “fluido”, perchè faccio di tutto per rendere la lettura scorrevole.
Il tuo libro: riassumilo brevemente e spiega perché qualcuno dovrebbe scegliere di acquistarlo, leggerlo e poi riporlo con cura nella propria biblioteca personale.La storia è ambientata in Giamaica, nel ghetto di Kingston, nel business del “reggae” moderno. C’è chi ha una visione del reggae esotica, chi crede sia tutto marijuana e “one love”, chi crede sia una musica da hippies. Niente di tutto ciò. Il reggae nasce nelle strade dei sufferrah, dei poveri, e si nutre di quello: povertà, criminalità, sofferenza. Ma anche speranza e fede in Dio, Jah Rastafari. Io cerco di dare uno spaccato realistico di tutto questo. In un romanzo, un’opera di narrativa frutto della fantasia, non un saggio o un catalogo.
Chi ama o ha già una conoscenza del panorama musicale giamaicano, apprezzerà Burned perchè gli fornirà un nuovo punto di vista. Per chi è nuovo della materia, sarà un’occasione piacevole per allargare i propri orizzonti culturali e capire chi era davvero una delle più grandi star di
sempre: Bob Marley. Un simbolo spesso viene travisato, bisogna ricondurlo alla sua dimensione reale.
Modelli, forme, criteri e scelte. Si parla molto di tecniche di scrittura creativa e di chi si dice pro o contro. Cosa ti guida, allora, da un punto di vista squisitamente tecnico, durante il flusso della scrittura?
Non seguo modelli preimpostati, o almeno non lo faccio volontariamente. Mi lascio influenzare da tutto ciò che leggo, osservo, ascolto, faccio. Avere una tecnica particolare e già confezionata, secondo me, fa perdere naturalezza alla
scrittura. Bisogna fare quello che serve per scrivere qualcosa di piacevole, in modo da dare un buon messaggio. Tutto qui.
Le occasioni. Cosa ti emoziona, cosa ti stimola il ricorso alla penna? L’uso che ne fai, è per metabolizzare esperienze biografiche - e per esperienza biografica
s’intendono anche quelle concernenti l’anima o fatti derivati dalla propria immaginazione/fantasia spinta - o si pone come “sforzo” d’immaginazione per
riempire fogli che altrimenti sarebbe un peccato lasciare vuoti? Vale a dire: scrittura d’occasione o scrittura per mestiere?
Possono scrivere tutti quelli che hanno qualcosa da dire. Poi bisogna saperlo dire in un modo “artistico”, in modo che la gente possa provarne piacere. La distinzione tra scrittura d’occasione o per mestiere non la vedo: secondo me è
un mix. Si scrive per dire qualcosa che viene da dentro, poi lo si sistema per presentarlo all’editore e cercare di vendere il libro. C’è sia ispirazione che
sforzo, sia immaginazione che lavoro concreto e faticoso.
Post stesura finale. Metabolizzi in quali modi la fine della stesura di un’opera, ovvero: la lasci mai andar via, o ne resti schiacciato al punto che una critica, una osservazione su di essa, ti pungono fino a farti male? Qual è la tua sensibilità d’artista. Parlaci della tua esperienza diretta.
Le critiche mi piacciono, soprattutto quelle negative, perchè indicano la via da seguire per correggere eventuali errori.
In ogni modo, una volta che l’opera è pubblicata, non la rileggo più, o almeno tento di non farlo! Altrimenti, essendo ipercorrettivo, vorrei strappare ogni foglio e riscriverlo! Quando il libro è pronto, lo affido agli altri. Io ho già
fatto il mio e non m’intrometto più. Eventuali critiche le faccio mie per la prossima volta.
Sito web dell’autore: www.burned.jimdo.com - www.myspace.com/maurocard

da LIBRIDALEGGERE

Come e quando hai cominciato a scrivere?
La scrittura è sempre stata una mia grande passione, preceduta sola dalla lettura. Sin da piccolo, preferivo leggere piuttosto che guardare la tv o giocare ai videogames. Poi, crescendo, ho dato più consistenza a questa propensione personale.Da qualche anno collaboro per un giornale locale ed ora questo romanzo, cui seguiranno presto nuove opere. Insomma, unisco l'utile al dilettevole.

Da cosa è nata l'ispirazione per scrivere il tuo libro?
Burned nasce dall'incontro di due passioni: la scrittura ed il reggae, con tutta la sua sovrastruttura filosofica e culturale.Ho notato che intorno a questa musica ed alla religione Rastafariana c'è molta ignoranza e superficialità. Così ho cercato di chiarire la situazione, scrivendo un romanzo che, accanto all'obiettivo di intrattenere il lettore, ne persegue un altro: informare riguardo al culto di Jah Rastafari (il Dio dei Rasta) ed all'origine reale di quella musica conosciuta in tutto il mondo come "la musica di Bob Marley".

Quanto tempo hai impiegato per scriverlo?
Non lo so con precisione, perchè l'opera era già chiara nella mia mente da tempo, quindi bisognava soltanto metterla per iscritto. In ogni modo, tra scrittura, rilettura, correzione delle bozze e tutto il resto, è andato via qualche mese. Ma non è stato per niente faticoso, mi sono divertito molto!

Quando ti sei reso conto che quello che avevi scritto meritava di essere pubblicato?
Quando ho fatto leggere le bozze ad alcune persone, le quali mi hanno spinto a compiere questo passo. In fondo, chi ama la scrittura vuole essere letto dagli altri, non vuole scrivere per se stesso, quindi la pubblicazione è un momento necessario. Come per la musica, il "cantante" è colui che canta dal palco per una platea, non quello che canta nella doccia! Scrivere un romanzo per tenerlo nel cassetto è un delitto, anche abbastanza inutile, secondo me. 

Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato per la pubblicazione?
Questo discorso richiederebbe uno spazio così grande che mi limito a qualche cenno, evitando di andare in profondità. E' una questione spinosa. Il mondo della piccola editoria è un mondo di lupi travestiti da agnelli, in cui bisogna essere abili e fortunati. Io non ho dato retta alle proposte allettanti ed irreali, ma ho aspettato l'offerta giusta. Quando Montag mi ha proposto il contratto, ho capito che era la proposta seria ed onesta che aspettavo ed ho firmato. Una scelta ponderata ed azzeccata. 
 
Hai riletto il tuo libro dopo che è stato pubblicato? Cambieresti qualcosa?
Sono un ipercorrettivo della peggiore specie, per cui ogni volta che rileggo qualcosa che ho scritto, mi viene voglia di cambiare qua e là fino a stravolgerla! Mi ero ripromesso di non leggere Burned una volta che fosse stato pubblicato, ma ci sono cascato! In ogni mdo, al di là dei particolari su cui ritornerei migliaia di volte, credo di aver trovato la chimica giusta.
 
Hai in mente il tuo prossimo romanzo?
Ho già risposto prima, una nuova opera dovrebbe vedere la luce nel 2009. Ne riparleremo al momento opportuno!
 
Qual è l'ultimo libro che hai letto?
La mia ultima lettura è una rilettura, terminata proprio oggi! Ho ripreso il capolavoro di Primo Levi "La tregua", che avevo letto la prima volta 6-7 anni fa e mi aveva molto colpito. Ho intenzione di rileggere tutti i libri che hanno più colpito la mia coscienza  e la mia fantasia: proseguirò con le opere di Paulo Coelho. Per quanto riguarda le novità, leggerò presto "La banda del grano" di Fabrizio Bianchini. E poi, forse, rileggerò Burned!

IL CRITICO LUIGI SCORRANO PRESENTA "BURNED" AD INTARSI DI VERSI 2009

(Aradeo, 13 Agosto 2009)

"Giamaica", il nome evoca qualcosa di esotico, lontano, avventuroso.

Del resto, per i "ragazzi" della mia generazione, luoghi così lontani diventavano più vividi nell'immaginazione grazie a quella che era la nostra scuola di esotismo: il cinema, la letteratura d'avventure..

Emilio Salgari aveva scritto un romanzo, "La regina della Giamaica", evocando con la fantasia una terra mai vista.

Quando l'amico Michele Bovino mi ha proprosto di fare un breve commento al libro di cui parliamo questa sera, ho cercato di richiamare alla mente tutto il mio repertorio di conoscenze giamaicane.. ahimè! poche e tutte opinabili.

Sentivo l'eco di una canzone di Claudio Villa, "Giamaica" appunto, che, a quel che ne so, il cantante fece ascoltare in qualche trasmissione televisiva, ma non incise mai.

Ricordavo il romanzo di Salgari, vagamente. Poi il titolo di un film che nella mia memoria si era fissato come "Tifone sulla Giamaica" e invece, come ho scoperto, era "Ciclone sulla Giamaica". Anche di un altro film ricordavo il titolo, questa volta esattamente, "La taverna della Giamaica". Credevo fosse un film italiano, uno di quei film prodotti e girati in Italia con sfondi di fantasia salgariana. Volevo accertarmene ed ho scoperto che si trattava di un film di Hitchcock. E nel mio pacchetto di reminiscenze giamaicane, entrava, ma quasi solo per sentito dire più che per conoscenza diretta o per larga informazione, un tipo particolare di musica che aveva avuto il suo esponente di fama internazionale in Bob Marley.

Infine, e questo era il tassello a me più congeniale, la conoscenza, sia pure parziale ed un poco marginale, di un grande poeta giamaicano, Derek Walcott, premio Nobel per la letteratura nel 1992: un poeta che ha guardato con attenzione alla grande poesia di Dante.

Caratteristica di alcuni poeti anglofoni ma appartenenti a una diversa tradizione è, in un certo senso, di contestare la lingua che usano. Di loro è stato scritto: "L'inglese è la loro lingua madre, la lingua che usano quasi sempre nei loro testi, ma allo stesso tempo sentono questa lingua spesso come un veicolo caricato di potere negativo: scrivono in inglese ma hanno un bisogno esistenziale di differenziarsi, volendo sottrarsi in vari modi sottili alle connotazioni negative della lingua ufficiale".

E' un'osservazione che si può tener presente quando, nel romanzo di Cardinale, si legge qualcosa di molto simile a proposito del protagonosta del romanzo e del suo gruppo musicale.

Qualcosa che caratterizza in modo profondo, non superficiale, una terra,

Ma veniamo a questo libro: un libro giovane, un libro di un giovane. Un giovane di qui, un aradeino: Mauro Cardinale.

Il titolo del libro è in inglese, come sembra che vogliano le buone regole recenti della letteratura, del cinema, ecc.. Ma c'è un sottotitolo esplicativo: "dal ghetto e ritorno".

Il titolo è "Burned", che si traduce con "bruciato", e vedremo il perchè di tale titolo.

La copertina ci annuncia i temi fondamentali, o quello che il lettore troverà nel libro: "La Giamaica, Il Potere della Musica, La Fede".

Non so se si tratti di una scelta grafica o, come è presumibile, della volontà di attirare subito l'attenzione del lettore su parole chiave, ma c'è, nelle specificazioni di copertina, un uso delle maiuscole quale ormai non si vede più (o quasi).

Le parole connotate dall'iniziale maiuscola sono: Giamaica, per ovvi motivi; e poi: Potere, Musica e Fede.

La lettura di Burned ci porterà a rilevare l'ambiguità (o l'ambivalenza) della seconda specificazione: il Potere della Musica. Potere che la musica esercita sull'animo degli ascoltatori o potere di tutto ciò che è legato al mondo della musica o, per essere più precisi, della produzione musicale? Il lettore non tarderà ad esserne messo sull'avviso sin dalle prime pagine.

Le due specificazioni raccolte nella comune enunciazione "Il Potere della Musica" appariranno nella narrazione come un continuo campo di tensioni nel quale si scontrano -se vogliamo semplificare- il Bene ed il Male, le eterne forze in conflitto nella vita morale degli uomini.

Il Bene potrà sembrare sconfitto, ma le vicende narrate nel libro vogliono mostrarci che quella sconfitta è una vittoria autentica, poichè quello che al giudizio comune può apparire un fallimento è, in realtà, la conquista di una dimensione d'interiore serenità imparagonabile con qualunque cosa la si volesse barattare.

A questo contribuisce la Fede, nel caso specifico Rastafariana: una fede che contribuisce ad attribuire alle cose un giusto valore ed aiuta a distinguere per che cosa valga veramente la pena di lottare.

A questo punto, chi ci ascolta può avere l'impressione che il libro possa essere una sorta d predica romanzata, con uno svolgimento prevedibile. Invece non è così. Il libro offre una narrazione avvincente, piena di colpi di scena e di situazioni al limite; mette a contatto con una realtà umana e sociale lontana e poco conosciuta che, avvicinata, rivela una impensabile ricchezza di motivazioni e situazioni.

La trama è lineare, ma sul filo di fatti la cui successione crea continuamente movimento e sopresa, si innesta la riflessione, la descrizione di due mondi che entrano in relazione per motivi d'interesse e possono mostrarsi entrambi nella loro spietatezza perfino un poco esibita.

La realtà non è tenera per chi non la sa piegare alle proprie necessità, ma l'obbedienza alla necessità non è l'unica scelta possiblie.

Lo dimostrano le vicende di Ricky e Derrick: il primo spedito in Giamaica a scovare un potenziale talento da formare e sfruttare sul mercato della musica; il secondo un ragazzo del ghetto che ama la musica e sogna di diventare una grande star.

L'incontro tra i due giovani è lo scontro tra mondi diversi e diverse concezioni della vita. Da un lato la società alla quale appartiene Ricky, la società opulenta e sfruttatrice, che Derrick e la sua gente identificano con l'antica biblica città-simbolo della corruzione, Babilonia; dall'altro Derrick, il vivere alla giornata, inventandosi continuamente le occasioni che assicurino la sopravvivenza: il mondo dei poveri, che sogna la ricchezza, ma poi sa valutare se veramente valga la pena sacrificarle tutto; perciò Derrick la rifiuterà, o ne rifiuterà la logica che vi presiede. E riuscirà a far riflettere anche Ricky su una conclusione del genere.

Nel ghetto c'è una comunità nella comunità: quella formata dai seguaci della fede rastafariana, una fede che è la loro forza vera anche in situazioni poco giustificabili agli occhi di Ricky.

Un libro bisogna leggerlo e perciò credo che sia giusto averne detto quanto basta a suscitare almeno un briciolo di curiosità. Ora vorrei rivolgere qualche domanda all'autore.....

(prof. Luigi Scorrano, scrittore e critico)

 

IMPORTANTE

Se volete ordinare una copia dei miei libri senza spese aggiuntive ed in modo rapido e sicuro, contattatemi su

www.myspace.com/maurocard

maurocard87@yahoo.it

 

"Burned" sarà ripubblicato nel 2011: nuova edizione, nuova copertina, nuova lingua!